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avana blog dal sapore di rum cubano e sigari rubati...
Seduta con culo tutto sporgente
post pubblicato in Diario, il 4 gennaio 2008
Pensavo tra me e me che quella negra fosse scopabile. Insomma: niente di eccezionale ma il culo e le tette sembravano sode. Il viso poi era bello. Pensare di scoparsi ogni sera la mulattina diciottenne era una stronzata. Dovevo adattarmi, era anche una questione di soldi quella.
La negra era pure simpatica. Con la scusa della sigaretta d’accendere già parlava con me.
Io ero là che le toccavo un ginocchio, lei che mi parlava all’orecchio abbracciandomi come una moglie piena di voglie. Dopo venti minuti che l’avevo vista stava con la mano sul mio pacco. Nel locale dico, con la musica che batteva nei timpani. Reggaeton su reggaeton.
“Averti vista prima ti avrei fatto subito la corte” le dissi.
“Non mi hai mica fatto la corte. Mi hai solo fatto capire che volevi scoparmi”.
“Be’, mi sembra giusto quello che dici. Non molto gratificante nei miei confronti ma vero”.
“Che significa gratificante? Non parlo italiano mi vida”.
Quando uscimmo dal locale pioveva. Faceva un caldo che mi sudava il culo, le mutande nel culo intendo, ma pioveva. Lei mi stava attaccata. Alzò la voce col tipo del parcheggio che voleva chiedermi troppo come mancia. Mi aveva visto ubriaco e con la donna. Faceva solo il suo mestiere.
Il pappone mi domandò se volevo un passaggio fino a casa. Io avevo già un amico che mi aspettava, uno di cui mi fidavo.
Appena saliti in macchina la negra iniziò a leccarsi un dito dicendo che aveva voglia di cazzo. Poi prese a strizzarsi le tette. L’amico alla guida mi disse in italiano di stare attento. Quella gli sembrava una tipa sveglia, uno squalo. Non come le ragazze che di solito mi presentava. Anche lui faceva solo il suo mestiere.
Mentre salivamo sulle scale dell’appartamento si tolse le mutandine e mi fece vedere la fica.
Era deliziosa. Quasi completamente rasata, dal disegno bellissimo. Sembrava la fica di una ragazza molto più giovane. Aveva l’aria di saperlo e sembrava ridere del mio stupore. Della mia voglia.
Avevo bevuto parecchio, ma non tanto da stare moscio davanti a quello spettacolo. La baciai in bocca, sapeva di fumo e rum. Niente di male.
Appena in casa presi a leccarla sul collo, sotto le ascelle. Profumo senza pretese e sudore. Ancora niente di male.
Sapeva esattamente cosa fare. Sembrava leggermi nel pensiero. Mi chiese dove fosse il bagno e se volevo vederla pisciare.
Sedette sulla tazza e senza grandi discussioni prese a succhiarmi il cazzo, mentre ci dava sotto a pisciarsi tutta la roba bevuta. Continuò a masturbarmi anche mentre si lavava la fica sul bidè. Seduta con culo tutto sporgente.
Fuori continuava a piovere. Non avevo mangiato nulla dalla mattina e cercai delle patatine fritte. Lei nel mobile trovò una bottiglia di rum e prese a dirmi porcate. Per 50 CUC avrebbe passato tutta la notte con me.
La cosa mi andava. Chiese di fare una telefonata, al suo amico. Lo avvertiva di passare alle dieci della mattina seguente.


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