.
Annunci online

avana blog dal sapore di rum cubano e sigari rubati...
Le donne non hanno tutta quest’anima
post pubblicato in Diario, il 5 gennaio 2008
Avevo bevuto e fumato troppo quel giorno. I sigari mi annerivano le labbra, era così. Fumavo Toscanelli al caffè all’Avana. Siamo preda delle nostre stupide passioni, senza scampo.
Me ne stavo seduto sul gradino spaccato d’un portone, sotto il portico al Malecón. La notte era luminosa e calda. Giocavo col fumo del sigaro. Lo passavo sulla lingua prima di soffiarlo via.
Il vecchio s’era fermato per pisciare. Parlava da solo e rideva. Mi chiese da bere.
Aveva due buste di plastica piene di roba, credo fossero tutti i suoi averi. Magliette, libri, qualche bottiglia vuota. Comprese subito che ero italiano e tirò fuori un libro di Eco. Me lo indicò ridendo e mangiando le parole come fanno gli ubriachi.
“Perché hai quella faccia triste, figlio?” mi chiese.
“Non ho la faccia triste”.
“Faccia triste e bugie. Sei ridotto davvero così male?”.
“Ti ho detto che non sono triste. Bevi vecchio” dissi passandogli la bottiglia che tenevo nello zaino.
“Grazie figlio, bevo. È roba buona questa”.
Mi chiese da fumare, gli diedi delle sigarette che portavo sempre con me.
Presi la bottiglia, ne pulii la bocca col palmo della mano. Diedi un sorso.
“Non c’è niente di male ad essere tristi, figlio. È un male se permetti alla tristezza di sconfiggerti”.
Lo guardai. Sul volto non aveva alcuna espressione di biasimo o di derisione. Sembrava distratto dalle sue buste. Tirò fuori ancora un libro. Lesse dei versi. Erano di un poeta uruguaiano. Suonavano del tipo che le donne sono la cosa più bella del mondo per tirarci dentro l’inferno. Che dobbiamo amarle però, se non vogliamo vivere da subito, anche da vivi, in un inferno anche peggiore.
“Sembra che tu la sappia lunga” gli dico.
“Come tutti i vecchi, figlio. Come tutti i vecchi. Ho amato molte donne e provato molte delusioni”.
“Sai che c’è vecchio, stavolta ci credevo. Insomma mi ero innamorato”.
“Ci s’innamora mille volte nella vita, figlio”.
“Ti sbagli. Ti possono piacere mille donne. Le puoi sognare tutte e mille, ci puoi pure piangere. Ma non certo amarle. Ti parlo di qualcosa di diverso. Non della solita mulattina tutto pepe che ti lascia per uno stronzo più in grana di te”.
“Diavoli del cielo mi parli d’amore?”.
“Tu non sei mai stato innamorato, vecchio?”.
“Sì. Adoravo Lisa. Non ero più un ragazzino ed ero già stato sposato, insomma avevo avuto le mie storie. Eppure dal primo giorno che la conobbi provai qualcosa di diverso”.
“Ti mancava l’aria a stare senza di lei? Avevi timore che avesse troppo caldo o troppo freddo?”.
“Be’, sì. E tante altre cose. Era molto bella, impazzivo per la sua bellezza, ma quello che adoravo di lei era altro”.
“Cosa?”.
“È difficile da dire. Potrei pensare la sua luce. La dolcezza che emanava, l’odore del suo corpo. Avevo voglia di fare dei figli con lei, di avere dei ragazzi con quella luce negli occhi”.
“Però ti tradiva?”.
“Sì, ma non è come credi, figlio mio. Non è come credi”.
“C’è poco da capire. Ti tradiva e la cosa ti rendeva geloso. Vi conosco voi cubani”.
“Ti sbagli. Non era quello a ferirmi. Non mi feriva che un’ora prima di vederci avesse scopato con qualcuno. Non ne ero felice, naturalmente. Mi feriva con le sue bugie. Che mi dicesse di aver fatto altro. Ma io lo sapevo da tempo  che si vedeva con degli uomini”.
“E cosa hai fatto, vecchio?”
“Ho cercato di farmelo dire. Volevo semplicemente sentirlo dalle sue labbra. Avrebbe significato molto per me. Avrebbe significato che però mi amava. Ma niente, non è mai riuscita a dirmi qualcosa che non sapessi già. Lei non lo capiva, ma con quel silenzio mi feriva a morte. Non certo col suo passato o per aver succhiato qualche cazzo di negro”.
“Le chiedevi troppo. Le donne non hanno tutta quest’anima. Sono solo istinto. Non avrebbe mai potuto comprendere quel tipo di dolore. Non avrebbe potuto capire che nella bugia stessa c’è il tradimento, non certo nelle cosce aperte. Un dolore sconosciuto alle femmine”.
“Che è il dolore più forte però, figlio”.
“Che è il più forte, vecchio”.
Gli regalai la bottiglia prima di andarmene verso l’Avana vieja.
Lo sentii vomitare, allontanandomi nella notte.


Sfoglia dicembre        febbraio