.
Annunci online

avana blog dal sapore di rum cubano e sigari rubati...
Fluconazolo e amore
post pubblicato in Diario, il 19 febbraio 2008

Avevo appena preso il fluconazolo. In capsule rigide dal bel colore blu. Però il prurito e il bruciore sul cazzo non smettevano un momento.
Niente di serio mi aveva detto il dottore, la candida è l’infezione vaginale più comune nelle donne. Davvero niente di serio, tentava di rassicurarmi. Ma io continuavo a grattarmi e a piangere come un vitello ogni volta che dovevo pisciare.

Con quella donna c’avevo pure litigato. Non tanto per quella merda che m’aveva attaccato, ma perché era una puttana. Senza troppi problemi mi aveva fatto capire di essere stata con una decina di uomini nell’ultimo anno. Be’, allora, se me lo consenti, non mi va più di baciarti in bocca.
Mica era questione da bigotti la mia, o cose del genere: ma solo di buon gusto.
Aveva preso a piovere all’Avana. Faceva ancora un caldo terribile ma la pioggia non risparmiava un giorno. Cadeva fitta e veloce. Mi costringeva alla noia.
Avrei dovuto intervistare uno scrittore, ma dell’autorizzazione del ministero non c’era traccia. Lui senza quel pezzo di carta non voleva saperne. Il tipo era bravo a scrivere romanzi, ma anche a evitare qualsiasi tipo di problemi.
Fatto è che non avevo voglia delle solite puttanelle, poi con l’arnese pieno di piaghe e dolori era meglio non provare.
Presi a leggere un po’ di roba che avevo portato con me. Misi le mani al libro dopo un paio di settimane. Il materiale era tanto, dovevo ordinarlo e ripulirlo un po’. Era tutte storie di puttane le mie, di donne innamorate e papponi. Di artisti con la paura di parlare e di scopate animali. Non c’era nulla da fare, non uscivo neanche per un momento da quegli argomenti. Forse non ne ero capace, ma di sicuro mi stava bene così. Mi bastava bere e fottere quando potevo. Buttare giù una pagina ogni tanto. C’avevo provato a voler bene a qualcuno, ma le piaghe sul cazzo erano state l’unico mio risultato.
José mi disse che ci sarebbe stata una festa. Una cosa tra amici, per ballare un po’ e bere qualcosa. Poi m’incastrò con una scusa e si fece aiutare a spostare i mobili dell’appartamento, per fare spazio alle persone mi disse. Ero a quaranta gradi, con il cazzo in fiamme, a portare sulle scale vecchi divani polverosi e mobili marci.
Comprai una camicia nuova per la festa. Sembravo un narcotrafficante colombiano a sentire lui. Avevo la faccia del mafioso trasferito ai Caraibi. Conobbi una ragazza quella sera, ballammo un po’ e bevemmo rum. Non mi andava di dirle che non potevo scoparla e così me la filai.
A casa mi annoiavo, ero sbronzo da un paio di giorni quando la tipa dell’infezione mi richiamò.
Le spiegai che stavo meglio, ma non era vero, ci vuole del tempo per guarire dalle ferite sul glande. Le dissi che non doveva prendersela, che non era colpa sua. Avevo voluto io stare con lei senza preservativo. Insomma, me l’ero cercata bella e buona. Mi spiegò che aveva conosciuto un uomo, le dissi che ne ero sicuro. Avevo scommesso con me stesso che le sarebbero bastati pochi minuti per sostituirmi.
“Ma scusa” mi chiese, “ non ricordi neanche che sei stato tu a lasciarmi?”.
Naturalmente io parlavo d’altro, ma lei non poteva capire.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sesso rivoluzione cuba fidel habana avana

permalink | inviato da avana il 19/2/2008 alle 11:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Sfoglia gennaio        marzo