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avana blog dal sapore di rum cubano e sigari rubati...
Gianni Minà, il servo parlante
post pubblicato in Diario, il 10 maggio 2009
Quello che davvero mi dispiace leggere sono le numerose email che ricevo, piene di minacce e di accuse d'essere fascista o peggio... solo perché dico che Fidel Castro è un dittatore.
Io credo che il vero punto debole degli "italiani castristi" sia proprio la loro nazionalità. Vivere 10 giorni a Cuba e fare il castrista può essere anche una bella avventura, una piccola illusione. Ma non viviamo d'illusioni e avventure del cuore?
Ben diverso è vivere a Cuba, da cubano. Con privazioni pesanti della libertà di espressione e di libera circolazione. Con l'impossibilità di fondare partiti/movimenti politici o anche solo giornali in libera distribuzione che siano critici del governo. Per non parlare delle libere elezioni dei propri rappresentanti. Dopo la Cina... Cuba è il paese al mondo col maggior numero di detenuti per reati d'opinione. Anche questo è taciuto dai castristi.

Spesso i fiancheggiatori di Fidel Castro mi dicono "questa poca libertà personale comporta però il successo del socialismo". Io mi chiedo... non si può aspirare ad un ordinamento politico e sociale che si basi sulla cooperazione e sull'uguaglianza dei cittadini senza per questo cadere nella dittatura... ma addirittura sperare nella democrazia?

Tempo fa ho pubblicato per Tellus Folio una "Lettera aperta a un filocastrista" , diretta a Leonardo Mesa, collaboratore a volte di quella rivista online. Leonardo Mesa dimostra un tale attaccamento alle pratiche antidemocratiche del regime castrista da risvegliare in me la maliziosa idea che per esso lavori. Non ho avuto il piacere di una sua risposta... malgrado chiedesi solo con quale umana pietà si intestardisse a difendere uno degli ultimi regimi dittatoriali del mondo... a scapito della morte di migliaia di balseros e del dolore di milioni di cubani.
Dovrò rassegnarmi.
Quando leggo commenti come quelli della signora di Livorno non mi sorprendo più. Esiste in Italia una vulgata storica su Fidel e sul Che che li dipinge, erroneamente, come santi rivoluzionari. Non è così naturalmente. Sono solo stati dei rivoluzionari. E come tali hanno ucciso in battaglia e assassinato dopo la presa del potere... tramite processi farsa e indegni di un paese civile (talvolta trasmessi alla TV!).
Fidel ha mentito a se stesso e al suo popolo, sulla Sierra aveva promesso la democrazia. Il Che ha dimostrato tutte le sue carenze militari (altro che manuale del guerrigliero) e la sua limitata capacità di visione politica in una avventura senza senso.
La vulgata che persiste è così collegata alla pubblicistica di regime (si veda Gianni Minà)... che addirittura ci dipinge una Cuba moderna e felice.
A mia domanda diretta un delegato dell'ambasciata cubana ha risposto così, davanti a 200 persone: "A Cuba non ci sono giornali di opposizione perché tutti sono felici del governo"
ed io: "Il 100% della popolazione è felice del socialismo cubano?"
lui: "Sì, il 100%".
E' chiaro che con il regime cubano ci sia poco da dialogare. E' chiaro che la vulgata storica di una Cuba felice di un Fidel geniale sia ancora persistente. Mentre Cuba è un paese depresso, povero, arretrato e senza diritti civili. Mentre la storia economica del paese ha dimostrato che il laureato in legge Fidel non capisca nulla di economia.
Cuba resta un sogno.
E i sogni sono spesso bugie velate di bellezza.

(Cuba è seconda solo all'immensa Cina come numero di prigionieri per reati d'opinione)
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